
Il tantra non è per tutti. Bisogna arrivarci. Bisogna esserci. Per amare, per gioire nella vita, per provare piacere nel sesso… anche solo per capire o immaginare ciò di cui si sta parlando bisogna essere sani; per essere invogliati e non depressi dalla lettura di questi argomenti a volte bisogna avere già fatto un lavoro su di sé di anni o decenni di terapia e/o vita intensamente vissuta.
Gioire, semplicemente, pienamente della vita, è meno scontato di quanto sembri. La semplicità è una lunga conquista! Picasso raccontava che ci ha messo una vita per disegnare come un bambino. Bisogna essere nudi, essere arrivati al nucleo, all’essenza, all’assenza di infrastrutture convenzioni o condizionamenti, maschere o binari. Allora la strada è libera per muoversi liberamente, secondo il proprio sentire. Allora la mano dell’artista può muoversi, stabile, zen, a partire dal centro. E tutti siamo artisti e creativi, nel lasmare, ogni giorno, a nostra immagine e somiglianza, nel bene o nel male, la nostra vita. Anche il tantra ci può prendere per mano e sostenere in questo percorso di liberazione, in quanto entra profondamente dentro di noi e smuove tutte le nostre strutture portanti. Solo le strutture solide, e veramente nostre non smuovono e non crollano.Come in un labirinto, si gira sempre intorno a se stessi e ci si ritrova, ad ogni giro di spirale, più provati dalla vita ma anche più saggi, o, se si sono ben assimilate le esperienze, più liberi, più padroni di sé, più soddisfatti, più centrati, più sereni. Pronti per mettersi in gioco. La vita è un lungo, infinito gioco. Il sonno e la morte sono ulteriori momenti creativi in una danza senza fine. C’è tutto il tempo.
La consapevolezza dischiude desideri, opportunità e scenari sempre nuovi e sorprendenti. La crescita, una volta attivata, procede a velocità e livelli esponenziali. Allora si inizia ad esplorare, allora, finalmente leggeri e bambini, si può giocare. Che ognuno assapori i frutti che più gli piacciono. Il Mondo è vasto. L’approfondimento dell’intimità e della capacità di amare di amarsi e di sentire gioia e piacere è conseguenza inevitabile della liberazione (spesso duramente guadagnata attraverso anni di lavoro su di sè e di vita vissuta) dei propri corpi da blocchi di ogni sorta, traumi e ferite. Il tantra in fondo è solo lasciarsi andare, essere sufficientemente liberi e stabili da potersi permettere di lasciarsi andare, e di andare incontro alla felicità.
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