
Tutto si raccoglie in un secondo, che o è consumato o non è. La terra non è un arido altopiano di salute e di agi, ma una grande femmina distesa col torso di velluto che si gonfia e grava d'onde oceaniche; geme sotto un diadema di sudore e di pena. Nuda e sessuata rotola fra le nubi nella luce violetta delle stelle. Tutto di lei, dalle mammelle generose alle lucenti cosce, divampa di un ardore furioso. Muove fra le stagioni e gli anni con un grande oplà che afferra il torso con furia parossistica, che scuote via dal cielo le ragnatele; sprofonda sul perno delle orbite con tremori vulcanici. [...] Amore e odio, disperazione, pietà, rabbia, disgusto - che cosa sono fra fornicazioni dei pianeti? Cosa è guerra, malattia, crudeltà, terrore, quando la notte presenta l'estasi di miriadi di soli infuocati? Cos'è questa pulsa che mastichiamo nel sonno se non il ricordo delle nebulose e degli ammassi di stelle?"Se ci fosse un uomo che osasse dire tutto quello che ha pensato di questo mondo, non gli resterebbe un piede quadrato di terreno su cui stare in piedi. Quando un uomo si fa avanti, il mondo gli crolla addosso e gli rompe la schiena. Ma ne restano in piedi sempre troppe, di colonne, troppa umanità purulenta perché fiorisca l’uomo. La sovrastruttura è una menzogna e le fondamenta sono una paura trepidante.
Se a intervalli di secolo compare un uomo con uno sguardo disperato, affamato, nell’occhio, un uomo capace di rovesciare il mondo per creare una razza nuova, l’amore che egli porta al mondo si muta in bile ed egli diviene un flagello.
Se a volte incontriamo pagine esplosive, pagine che feriscono e bruciano, che strappano gemiti e lacrime e bestemmie, sappiate che son pagine di un uomo alle corde, un uomo a cui non resta altra difesa che le parole e le parole sono sempre più forti della menzogna, peso schiacciante del mondo, più forte di tutte le ruote e i cavalletti che i vili inventano per infrangere il miracolo della personalità.
Se un uomo mai osasse tradurre tutto quel che ha nel cuore, mettere giù quella che è la sua vera esperienza, quel che è veramente verità, io credo allora che il mondo andrebbe infranto, che si sfascerebbe in frantumi, e né dio, né accidente, né volontà potrebbe mai radunare i pezzi, gli atomi, gli elementi indistruttibili che componevano il mondo."
-SECONDA PUBBLICAZIONE-
( Pubblicato da Allegra Gioia a martedì, giugno 15, 2010)
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